La Corte di Giustizia nell’ordinamento giuridico dell’Unione Europea

La legge deve esprimere l’aspirazione generale, promuovere l’utile di tutti, rispondere a un battito del cuore della Nazione. La Nazione intera deve esser dunque, direttamente o indirettamente, legislatrice

Giuseppe Mazzini

Advisor Abbate - Giudici corte giustizia europea
In un recente incontro che ho avuto con alcuni giudici, ho avuto il piacere di confrontarmi sull’importanza della Corte di Giustizia nell’ordinamento giuridico dell’Unione Europea.

Come Advisor voglio rammentare che con l’entrata in vigore del trattato di Lisbona del 1° dicembre 2009, l’Unione Europea ha una personalità giuridica e ha assunto le competenze precedentemente attribuite alla Comunità Europea. La Corte di giustizia è composta da 28 giudici e nove avvocati generali.

Giudici e avvocati generali vengono ad essere nominati, da quelli che sono i governi degli Stati membri, di comune accordo. Il loro mandato ha una durata di sei anni, ed è rinnovabile. La Corte di giustizia, e questo è un punto importante, non risponde con quello che è un semplice parere, ma attraverso una sentenza o una ordinanza motivata.

Pertanto, appare evidente come tutto ciò sia vincolante per un giudice nazionale destinatario, quando deve risolvere la controversia ad esso sottoposta. Il procedimento davanti alla Corte di giustizia è di principio gratuito. Al contrario, le spese dell’avvocato abilitato a poter esercitare davanti ad un giudice di uno Stato membro nel quale le parti devono essere rappresentate, non sono pagate dalla Corte.

Tuttavia, se una parte non è in grado di far fronte in tutto o in parte alle spese del procedimento può chiedere il beneficio del patrocinio gratuito. La legge comunitaria è diventata così la legge dell’Unione includendo anche tutte le disposizioni adottate in passato in virtù del trattato sull’Unione Europea nella versione anteriore al Trattato di Lisbona.

La Corte di giustizia dell’Unione Europea è formata dalla Corte di giustizia, dal Tribunale e dalla Corte del servizio civile, la cui missione principale è quella di controllare la legittimità degli atti dell’Unione e di garantire una interpretazione e una applicazione uniforme della Legge.

Advisor Abbate - corte giustizia europeaNel corso della sua giurisprudenza la Corte di giustizia ha individuato l’obbligo per le amministrazioni e per i giudici nazionali di attuare pienamente la normativa UE nell’ambito della loro giurisdizione. In pratica dovrebbe trovare applicazione diretta il diritto comunitario, mettendo da parte ogni contraria disposizione del diritto nazionale.

La Corte ha anche riconosciuto “il principio della responsabilità degli Stati membri” per violazione del diritto comunitario, che è, in primo luogo, un elemento che rafforza decisamente la tutela dei diritti conferiti ai singoli dalle norme dell’Unione e, in secondo luogo, un fattore in grado di contribuire alla realizzazione più diligente di tali norme da parte degli Stati membri.

Le violazioni commesse sono quindi suscettibili a dare vita a obblighi che possono, in alcuni casi, avere gravi ripercussioni sulle finanze pubbliche.

Inoltre, qualsiasi fallimento di uno Stato membro al diritto dell’Unione può essere proposto dinanzi alla Corte e, in caso di mancata esecuzione di una sentenza che dichiari tale violazione, questa può imporre una penalità come pure il corresponsione di una somma forfettaria.

Lo sviluppo della sua giurisprudenza illustra il contributo della Corte per la creazione di uno spazio giuridico che riguarda i cittadini attraverso la tutela dei diritti che la legislazione dell’Unione conferisce in vari aspetti della loro vita quotidiana. In sostanza, come Advisor, rammento che la Corte ha introdotto il principio dell’effetto diretto del diritto comunitario negli Stati membri, e che attualmente consente ai cittadini europei di richiamare direttamente le norme di diritto dell’Unione dinanzi ai giudici nazionali.

Inoltre, la Corte ha introdotto la dottrina del primato da parte del diritto comunitario basandosi sulla specificità dell’ordinamento giuridico comunitario che deve trovare una applicazione uniforme in tutti gli Stati membri. La Corte ha sviluppato un altro concetto fondamentale, e cioè la responsabilità di uno Stato membro nei confronti di singoli per danni che sarebbero stati causati da una violazione del diritto comunitario da tale Stato.

Dal 1991, i cittadini europei hanno quindi la possibilità di inviare una richiesta di risarcimento nei confronti di uno Stato che viola una norma comunitaria.

In conclusione, appare più che evidente che le migliaia di sentenze pronunciate dalla Corte hanno avuto chiaramente importanti conseguenze nella vita quotidiana dei cittadini europei. Ritenendo che il rispetto dei diritti fondamentali sia una parte integrante di quelli che sono i principi generali del diritto che essa stessa sostiene, la Corte ha contribuito in modo significativo alla crescita di tutela delle norme sui diritti umani.

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