L’ipocrisia del limite dei tremila euro in contanti

Una Nazione non è in pericolo di disastro finanziario semplicemente perché deve a sé stessa del denaro

Andrew William Mellon

Advisor Abbate - stampa denaro

Come Advisor non posso non notare quanta e quale sia l’ipocrisia relativamente alla questione del limite del pagamento in contanti.

Non per nulla, quasi nessuno ha spiegato in maniera più che esaustiva il perché e il per come si debba mettere un limite, come pure nessuna delle menti eccelse così prodighe di idee, ha rivelato l’importanza reale di effettuare un pagamento non in contanti.

La prima cosa che dovrebbe essere chiaramente detta che la stampa e la circolazione di carta moneta ha un costo, oltre che delle implicazioni finanziarie. Dal momento che si è in Italia, Paese, ahimè, molto noto anche per i tanti furbetti, alla sola idea di pagare attraverso bancomat, carte di credito, assegni, e altre forme, immediatamente si sono alzati scudi per proteggere la possibilità di pagare in contanti.

In più occasioni la difesa del pagamento in contanti è stata posta come salvaguardia della privacy, oppure è stata inquadrata come mezzo da parte del Fisco per controllare la situazione patrimoniale.

La prima cosa da chiarire è che il tutto è la classica tempesta in un bicchiere d’acqua. Per prima cosa, se uno stato effettivamente volesse che tutti i suoi cittadini pagassero veramente in maniera corretta le tasse, non ha di certo la mancanza di mezzi per farlo, e il pagamento diverso da quello dei contanti non è poi quello determinante per scoprire gli evasori.

La poi tanto citata tracciabilità dei pagamenti è vista come interferenza nelle attività di professionisti, commercianti e da chiunque altro gli è data facoltà di pagare le tasse su quanto dichiara. Eppure, sindacati in primis, non è mai stata fatta alcuna battaglia per difendere i lavoratori dipendenti che sono sottoposti a tutte le peggiori angherie da parte sia dello stato sia da parte dei commercianti.

Non è forse vero che quest’ultimi riversano sul cliente ogni possibile rincaro o tassa? Non è forse vero che ci fanno anche pagare, ad esempio, le buste della spesa con tanto di loro logo pubblicitario?

Invece di puntare il dito sull’incapacità di uno stato di obbligare le banche a ridimensionare i costi esosi, e totalmente privi di una corrispondente realtà, per poter eseguire i pagamenti non in contanti, si addita questa soluzione come inefficace.

Molto probabilmente, numerosi economisti, si sono dimenticati che stampare e far circolare carta moneta non solo ha alti costi, ma ha soprattutto numerose implicazioni finanziarie.

Forse sarebbe il caso che riprendessero in mano qualche testo che tratta il concetto del sistema aureo e del funzionamento della banca centrale europea, come pure sul valore intrinseco della stessa moneta e sul suo valore nominale.

Advisor Abbate - Euro a scalettaAltra motivazione portata a difesa dell’utilizzo dei contanti è che in questo paese vi siano molte persone anziane poco avvezze alla tecnologia. A parte che è una presunzione poco onorevole, basterebbe poi entrare in un qualsiasi bar e tabaccheria per vedere come questi anziani poco avvezzi alla tecnologia, stiano giocando a lotto, alle varie lotterie online e alle slot.

Si parla poi tanto di sicurezza. Come modesto Advisor voglio ricordare che con il pagamento tramite bancomat e carta di credito si andrebbero ad annullare totalmente i furti e le rapine, oltre che la circolazione di soldi falsi.

Ma in Italia, purtroppo, non si riesce mai a fare un discorso serio senza pregiudizi e mentalità gretta e affaristica. Voler a tutti i costi collegare i pagamenti elettronici ad una rintracciabilità è come voler vedere esclusivamente un orizzonte veramente limitato.

È davvero sconvolgente poi leggere che Carlo Sangalli, il presidente di Confcommercio, definisce questa soluzione governativa come: “una misura capace di togliere le imprese italiane dalla penalizzazione causata dalla soglia massima di pagamento in contanti di 1.000 euro”.

Non la capisco proprio. Forse che improvvisamente da oggi i consumatori si precipiteranno ad acquistare lavatrici, televisori, PC, telefonini? Andranno per negozi e supermercati a spendere di più perché possono finalmente pagare in contanti anche oltre i mille euro?

Vedo tutto ciò molto fantasioso, visto che il consumatore medio e soprattutto attento, non è di certo propenso ad andarsene in giro con tremila euro in contanti.

Ma, forse questi personaggi sono fermi ai tempi per i quali togliersi dalla tasca mazzette e mazzette di soldi, magari arrotolate con l’elastico, era simbolo di ricchezza e floridità economica.

Concludo ricordando le parole di Giulio Andreotti: “L’umiltà è una virtù stupenda. Il guaio è che molti italiani la esercitano nella dichiarazione dei redditi”.

 

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