Lo scandalo della Banca Etruria

Quando si investe bisogna essere pazienti: non si produce un bambino in un mese mettendo incinta nove donne!

Warren Buffett

Advisor Abbate - Banca Etruria, Palazzo_Albergotti_esterno

Lo scandalo della Banca Etruria ha scatenato, come è giusto che sia, tutta una ridda di reazioni e indagini. Se, quindi, è compito della Magistratura riportare ordine, come Advisor sento, tuttavia, la necessità di fare alcune considerazioni.

Questo mi nasce anche dal fatto dei troppi titoli roboanti del tipo “Raggiro dei clienti” e dal parlare per troppi sommi capi di una questione molto delicata. Quindi, se è compito degli organi preposti indagare sul fatto, è anche però necessario dare una più dettagliata e analitica visione.

Per prima cosa è bene ricordare che il tutto è nato dalla vendita delle obbligazioni subordinate. Comprendo benissimo che le esigenze televisive portino ad avere tempi ristretti, pur tuttavia è anche da ricordare che uno dei compiti dei telegiornali, come pure di ogni altro tipo di organo di informazione, sia propriamente quello di informare. Questo è fondamentale per non creare inutili panici e possibili tragiche conseguenze economiche.

Pur con i suoi tanti difetti, il sistema bancario fa parte della concezione di base della economia, quindi, forviare l’utente genera confusione.

Nel dissesto, secondo i dati fornita dalla cronaca, sarebbero finiti 132.000 piccoli azionisti tra CariChieti, CariFerrara, Banca Marche e Banca Etruria. I cosiddetti piccoli risparmiatori, sempre da quanto si apprende dalla stampa, sarebbero stati indotti, in maniera inconsapevole, ad acquistare prodotti che presentavano dei rischi molto elevati.

Ma, vediamo di comprendere bene cosa siano le obbligazioni subordinate.

Se dolo vi è stato, sarà la magistratura a stabilirlo, io come Advisor mi permetto solamente di ricordare che quando si parla di soldi, tanti o pochi non importa, si deve ben comprendere cosa si fa e cosa si firma. È troppo facile comprendere di tutta una questione solamente i lati positivi e dire di non sapere nulla, o di non aver compreso, quella parte vertente i rischi.

Economia 5Le obbligazioni subordinate sono un qualcosa di complesso, uno strumento che molte volte risulta difficile da poter inquadrare. Se lo è già per un professionista, reputo che un investitore, sentendo questa formula e parlando dei propri soldi, non dovrebbe affrontare la questione con cuor leggero.

Se di partenza ogni investimento è sempre a rischio, questo diventa elevato con le obbligazioni subordinate. Inoltre, è anche da sottolineare che molte di esse non presentano una data di scadenza vera e propria, il che rende ulteriormente difficile stabilire una valutazione. Cioè, visto che non certa la data di scadenza diventa incerta anche la data prevista del rimborso del capitale.

Altri aspetti che caratterizzano le obbligazioni subordinate sono, ad esempio, la scarsa liquidità, è altrettanto difficile diversificarne il rischio.

Se, quindi, si usasse con maggior attenzione e accortezza gli strumenti che sono in possesso di ogni investitore, molte tragiche situazioni non avverrebbero.

Se invece gli investitori comprendono solo il quanto si potrebbe guadagnare, allora quanto è avvenuto sarà solamente la premessa ad altri episodi.

Tuttavia, in tutto questo caos, è bene ricordare che molte banche operano correttamente, come pure nessun correntista è a rischio di vedersi “rubare” i propri soldi. In sostanza sarebbe più che mai opportuno che anche gli organi di stampa si soffermassero un minuto a spiegare la differenza tra obbligazionista, azionista e non indurre le persone a confondere tali posizioni con quelle del correntista.

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