Il nuovo volto della economia libanese

L’economia mondiale sta diventando una nozione così astratta che molti non hanno neanche più il conto in banca!”

Achille Chavee

Advisor Abbate - Libano 1

Dall’inizio della guerra in Siria, la Banca Mondiale ha stimato il costo per i paesi limitrofi di questo conflitto in 50 miliardi di dollari. Da Advisor, reputo che il paese che ha pagato il prezzo più alto sia il Libano, il quale ospita quasi due milioni di rifugiati siriani, indubbiamente il tasso più alto al mondo.

La crisi economica in Libano si manifesta con molte facce. Ma, qual è il nuovo volto della economia libanese? Il volto della economia libanese è stato profondamente segnato da anni di guerra.

Il turismo, il settore immobiliare, il commercio, tutti i motori della crescita libanese sono stati colpiti. Nel centro della città, i negozi di lusso rimangono disperatamente in attesa di clienti. Come molti altri settori economici, il commercio libanese è stato a lungo contraddistinto dalle richieste dei paesi arabi. Dal momento che vi è un corso una terribile guerra, i commercianti libanesi rimangono in sofferenza e ciò non solamente per un calo della domanda interna.

Le vetrine riflettono grandi sconti affissi dai commercianti in difficoltà per attirare le folle e che rimangono esposti, nelle vetrine dei negozi nelle vie dello shopping, per diversi mesi.

Nelle mie analisi da Advisor, ricordo che l’economia libanese è una economia di servizi, ed è altamente vulnerabile a causa delle instabilità politiche. La guerra in Siria ha provocato una vera e propria ondata dal nefasto impatto anche sul piano economico in questo paese, senza, poi neanche dimenticare le conseguenze dell’afflusso di profughi in Libano.

La guerra in Siria ha portato a chiudere le frontiere, e sapendo che il terzo degli scambi commerciali avviene grazie al transito su strada, è facile immaginare le conseguenze di queste chiusure sul commercio libanese. Inoltre, i turisti giordani, che rappresentano antecedentemente il periodo bellico i primi turisti in Libano, venendo per l’80% via terra oggi il Libano ha perduto anche questi turisti.

Advisor Abbate - Libano 2La Banca Mondiale, non per nulla, ha stimato un costo economico per Egitto, Iraq, Giordania, Turchia e Libano, quindi per tutti i paesi in prima linea del conflitto in atto in Siria, in cifre paragonabili a quello che il PIL della Siria nel 2007. Un deficit, quindi dalle pesanti cifre e drammatiche conseguenze.

Oltre agli effetti diretti della crisi siriana sull’economia, infatti, il popolo libanese deve far fronte anche con l’arrivo di quasi due milioni di rifugiati sul suo suolo. Un afflusso che ha travolto il mercato del lavoro a causa della concorrenza diretta dei lavoratori siriani. Per l’appunto, i lavoratori libanesi, che sono divenuti più vulnerabili, pagano una forma di concorrenza sleale.

Sempre secondo la Banca Mondiale, il 92% dei rifugiati siriani in Libano lavorerebbe senza alcun contratto di lavoro. Secondo uno studio dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, lo stipendio medio di un siriano in Libano sarebbe di 278 dollari al mese, contro un salario medio di un lavoratore libanese di 616 dollari al mese.

Inoltre, vi è da riportare che nelle zone rurali, la presenza di rifugiati siriani ha reso le popolazioni ospitanti più vulnerabili, e che l’aiuto umanitario è ancora insufficiente. In conclusione, la guerra in Siria non solo danneggia l’economia degli stati limitrofi, ma anche sua loro gente.

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