La ripresa economica in Italia non è ciò che sembra

La parola crisi, scritta in cinese, è composta di due caratteri. Uno rappresenta il pericolo e l’altro rappresenta l’opportunità”.

John Fitzgerald Kennedy

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Grazie al pressapochismo in cui è solita navigare la politica estera ed economica italiana, si è giunti ad una convinzione che vede il paese Italia in crescita. Da Advisor sono abituato ad avere continui e costanti contatti con tutto il mondo e, da quello che chiaramente posso intuire, la finanza mondiale vede le cose sotto un ottica che è diametralmente opposta.

Non per nulla, è tesi comune all’estero che la ripresa economica in Italia non sia ciò che sembra. Quindi, problema fondamentale è che la situazione economica in Italia è ancora vista come debole dal mercato finanziario mondiale.

In un recentissimo convegno, tenutosi presso la Scuola di Finanza di Francoforte, uno dei relatori ha messo in evidenza come la situazione delle imprese e delle famiglie italiane non sia buona e che in più casi è divenuto davvero difficile il riuscire a pagare gli interessi e gli ammortamenti.

Anche il FMI, cioè il Fondo Monetario Internazionale, non vede così “fluente” la ripresa economica in Italia, al punto che ha abbassato le sue previsioni di crescita nei confronti dell’Italia.

Quindi, come Advisor, posso asserire che per i mercati finanziari, l’Italia si trova ancora a dover affrontare sfide da molti definite, addirittura, monumentali. Di certo, non è propriamente bello sentire questi giudizi e, nel contempo, udire toni trionfalistici da parte di chi governa.

Lo sfondo, nella realtà, è tragico, visto che, non molto tempo fa, un consigliere del primo ministro Matteo Renzi ha dichiarato, in una intervista, che l’economia in Italia era immune da sviluppi globali per il corso dei prossimi 12 – 24 mesi grazie alle tasse basse e alle riforme intraprese dal governo attuale. Il classico vuoto discorso politico.

Advisor Abbate - economia, monete, contrattoInfatti, la semplice idea che visto che si è appartenenti al “club” del G7 si sia, di conseguenza, immuni dai processi di una economia globale, è semplicemente ridicola. Siamo nel XXI secolo. Naturalmente, il parlare a vanvera fa parte del lavoro di un politico, anche se ciò non dovrebbe essere così. Ma quello che mi preoccupa, maggiormente e per davvero, è l’osservare di quanto e di come sia totalmente impreparato il governo italiano ad affrontare un impatto derivante dall’economia cinese e dei mercati emergenti, eventi che hanno già interessato gran parte dell’economia europea.

Sia i dati preliminari così come quelli trimestrali, vedono un sostanziale ridimensionamento del prodotto interno italiano. Tuttavia, tutto questo non sembra turbare il governo presieduto dal Premier Renzi. È poi anche da notare che a parole gran parte dei parlamentari dicono e proclamano di voler mandare a casa Renzi, ma, poi, nella sostanza continuano a fornirgli ogni tipo di appoggio. Uno scandalo nello scandalo, una visione contorta di una contorta visione.

La capacità dell’Italia di mantenere un tasso di crescita sano è fondamentale e questo, senza alcuna dietrologia, per garantire la stabilità politica del paese, come pure per una gioventù che appare essere senza concrete speranze di trovare un lavoro, senza poi dimenticare, che questa è vitale per la sostenibilità del debito e per il futuro nella zona euro.

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