Il circolo vizioso dell’annoso problema delle banche italiane

Il più grande mistero della vita non è l’esistenza o meno di Dio, ma il fatto che quando una banca ti presta i suoi soldi ti chiede gli interessi, mentre per tenere i tuoi soldi ti fa pagare per il servizio

Sergio Marongiu

 Advisor Abbate - Mps

Da Advisor, ho notato che non si parla più del problema riguardante il Monte dei Paschi di Siena, la banca più antica ancora in funzione in tutto il mondo. Ovvero, sono successe molte cose, ma di cui non si sa nulla.

E questo, di certo, non è davvero un incentivo volto a dare stabilità al sistema bancario italiano. La debole situazione economica, inoltre, crea forti esitazioni da parte degli investitori. Il problema è che i prestiti non onorati non fanno altro che ridurre il capitale delle banche, le quali possono anche non sopravvivere di fronte a tali situazioni.

Ho la netta impressione che si sia attivata in Italia, una sorta di pericoloso circolo vizioso, dimenticandosi che è proprio in tempi cupi e difficile che le aziende hanno bisogno di banche forti. Forse è il caso di ricordare che, il Monte dei Paschi di Siena sulle cinquantuno banche sottoposte al noto stress test e analizzate da BCE e da EBA, è risultata essere la peggiore. Il quadro definitivo illustra, perciò, uno scenario ove, a causa di ciò, si rischia di veder saltare l’intero comparto bancario.

Al di là dei vari progetti per salvare il salvabile, mi pare che, ancora oggi, non sia stata data una chiara risposta ad una chiara domanda e, cioè, chi paga? Si è parlato di Atlante 2, si è discusso sul fatto che sono interessate assicurazioni e banche e si è anche intravisto un possibile intervento tramite la Cassa Depositi e Prestiti, cosa che ha fatto lanciare un pronto allarme da parte della Corte dei Conti.

MAdvisor Abbate - visto elettronico, computer, managera allora qual è questo piano per salvare il Monte dei Paschi di Siena? Dalle fitte nebbie che avvolgono il tutto, sembra, pare che forse si potrà scongiurare il peggio, se corrisponde al vero che la BCE sia effettivamente d’accordo sul fatto che il piano di salvataggio possa avvenire escludendo la possibilità della risoluzione della banca come pure che si vada a non applicare il bail-in, cioè la divisione delle perdite fra obbligazionisti, azionisti e grandi correntisti dell’istituto di credito senese.

Come Advisor, da quanto è dato sapere, anche se le notizie sono frammentarie e mai chiare, il piano prevedrebbe, in sostanza, due fasi.

La prima fase avverrebbe attraverso il sistema di cartolarizzazione, con la quale ci sarebbe la cessione di quasi dieci miliardi di crediti, mentre, la seconda fase dovrebbe prevedere un aumento di capitale, si parla di cinque miliardi, cosa che dovrebbe essere garantito da sei, otto banche, riunitesi in un consorzio, e che sarebbero disponibile all’acquisto dell’eventuale inoptato.

Per quanto riguarda la cartolarizzazione riguardante le note sofferenze del Monte dei Paschi di Siena, si prevede il possibile intervento da parte di Atlante 2, fondo che dovrebbe acquistare quelle che tecnicamente vengono chiamate tranche mezzanine, cioè quelle che presentano un rischio intermedio, per un valore pari a 1,6 miliardi.

Inoltre, il tutto dovrebbe vedere anche il coinvolgimento finanziario diretto della Cassa Depositi e Prestiti, cosa per la quale vi è sempre il forte dubbio da parte della Corte dei Conti, e delle Casse Previdenziali, alle quali il Governo ha invitato di prendere parte a tale salvataggio e come Casse Previdenziali di mettere nel fondo Atlante 2 qualcosa come 500 milioni di euro. Sul tutto, ovviamente, restano più perplessità che chiare certezze.

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