Pensare in positivo non può che far bene all’Italia

E quest’Italia, un’Italia che c’è anche se viene zittita o irrisa o insultata, guai a chi me la tocca. Guai a chi me la ruba, guai a chi me la invade”.

Oriana Fallaci

Da Advisor, mi trovo spesso a voler dedicare i miei pensieri all’Italia, quel Belpaese troppo spesso bistrattato, ma, che ha dato al mondo, tra l’altro, artisti e letterati osannati, invece, da tutti.

Tutto ciò mi spinge, sempre più, ad amare questa nazione, in special modo, proprio in quelli che sono i suoi momenti più bui, quelli contraddistinti dalle maggiori difficoltà.

Come Advisor, sono dell’opinione, che anche i pensieri positivi possono rappresentare una forma di incoraggiamento, un modo di agire a favore di quella che è anche la mia terra d’origine. Eppure, mi trovo perfettamente in linea con quanto disse Natalia Ginzburg, la scrittrice italiana che fu una delle figure di maggior importanza della letteratura del Novecento.

Infatti, una volta Natalia Ginzburg ebbe modo di ricordare come “L’Italia è un paese pronto a piegarsi ai peggiori governi. È un paese dove tutto funziona male, come si sa. È un paese dove regna il disordine, il cinismo, l’incompetenza, la confusione. E tuttavia, per le strade, si sente circolare l’intelligenza, come un vivido sangue. È un’intelligenza che, evidentemente, non serve a nulla. Essa non è spesa a beneficio di alcuna istituzione che possa migliorare di un poco la condizione umana. Tuttavia scalda il cuore e lo consola, se pure si tratta d’un ingannevole, e forse insensato, conforto”.

In questo concetto mi ritrovo per una infinità di ragioni e di motivi che sono sempre, quanto mai, attualissimi.

Se poi asserissi che “L’Italiano ha un tale culto per la furbizia, che arriva persino all’ammirazione di chi se ne serve a suo danno. Il furbo è in alto in Italia non soltanto per la propria furbizia, ma per la reverenza che l’italiano in generale ha della furbizia stessa, alla quale principalmente fa appello per la riscossa e per la vendetta. Nella famiglia, nella scuola, nelle carriere, l’esempio e la dottrina corrente ‐ che non si trova nei libri ‐ insegnano i sistemi della furbizia. La vittima si lamenta della furbizia che l’ha colpita, ma in cuor suo si ripromette di imparare la lezione per un’altra occasione. La diffidenza degli umili che si riscontra in quasi tutta l’Italia, è appunto l’effetto di un secolare dominio dei furbi, contro i quali la corbelleria dei più si è andata corazzando di una corteccia di silenzio e di ottuso sospetto, non sufficiente, però, a porli al riparo delle sempre nuove scaltrezze di quelli”, mi prenderei un merito che non è mio, visto che il concetto venne espresso da un altro Grande qual è Giuseppe Prezzolini.

E pensare che un altro personaggio appartenente alla nostra storia, Giuseppe Garibaldi, disse: “Qui si fa l’Italia o si muore!”.

Certo però, che a guardare con distacco quanto avviene in Italia, si può ben dire che il “Governare l’Italia non è impossibile, è inutile” detto da Benito Mussolini sia, effettivamente, la giusta fotografia di questo bello, ma alquanto strano paese, come pure è corrispondente alla realtà quando asserito da Ugo Ojetti e cioè “L’Italia è un Paese di contemporanei senza antenati né posteri perché senza memoria di se stesso”.

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