Il sogno del Piano Marshall, un lontano ricordo

La gente mi lusinga fintanto che io non intralcio il suo cammino. Ma se dirigo i miei sforzi verso obiettivi che non gli aggradano, mi rivolge immediatamente insulti e calunnie in difesa dei suoi interessi

Albert Einstein

Anche se ufficialmente era stato chiamato European Recovery Plan, ovvero piano per la ripresa europea, è a tutti molto più noto come Piano Marshall. Di base, si trattava di uno dei vari piani che gli Stati Uniti, avevano elaborato, al termine del secondo conflitto mondiale, volto alla ricostruzione dell’Europa.

Come Advisor ho sempre, avuto su questo tipo di piano politico ed economico statunitense, alcune riserve. Anche se è considerato la base sulla quale si ebbe in Italia tra gli Anni Cinquanta e Sessanta quello che venne chiamato “Miracolo Economico”, si deve ammettere che non fu molto lungimirante.

Come era stato originariamente previsto, il Piano Marshall ebbe il suo naturale termine nel 1951, in pratica nello stesso periodo nel quale ebbe inizio la guerra in Corea.

Da Advisor, considero il Piano Marshall un po’ un sogno e un po’ un tentativo di rilanciare una economia che era stata propriamente distrutta e depredata proprio da chi aveva vinto la seconda guerra mondiale. Basta semplicemente pensare alla vera e propria caccia che venne effettuata tanto dagli americani quanto dai russi per accaparrarsi le migliori menti pensanti della Germania sconfitta. Una caccia sistematica che coinvolse anche i più famosi scienziati tedeschi.

Per quanto verte l’Italia le cose erano differenti. Infatti, non ci si può scordare che in quel particolare frangente del dopoguerra, non si erano affatto spente le dure conseguenze di una atroce guerra civile e di quanto fosse organizzato e pronto alla rivoluzione proletaria armata l’allora partito comunista.

Quindi, per evitare nuovi problemi, gli Americani pensarono bene di far arrivare soldi per rilanciare l’industria. In pratica, in cambio di un momentaneo benessere, si cercava di precludere ad ogni tipo di insurrezione armata di stampo comunista. Se è vero che per un certo periodo l’Italia godette di un effettivo benessere e, anche, altrettanto vero che proprio in quella scelta si trovano le origini ai problemi che successivamente fecero tremare l’intera economia nazionale.

Infatti, a seguito di determinate scelte geo politiche a partire dagli Anni Settanta l’Italia era già suddita del petrolio e, la crisi petrolifera voluta dagli Stati arabi, innescò tutta una serie di eventi a lunga gittata e di assoluta complicatezza.

Quel che può essere considerato un vero e proprio punto di svolta dei complessi e articolari equilibri economici e politici, fu proprio il 1973. Non per nulla, molti economisti lo definirono l’anno choc. Infatti, il mondo occidentale, e anche gli Stati Uniti si trovarono impreparati a questo nefasto evento, venne investito dall’aumento dei prezzi del petrolio da parte del mondo arabo in guerra per far sparire lo Stato d’Israele. Per la prima volta apparirà la parola austerity.

Successivamente, negli Anni Ottanta i governi italiani si lanciarono in politiche fiscali alquanto spericolate, provocando deficit di bilancio molto elevati. In conclusione, il sogno del Piano Marshall è andato, sostanzialmente, a naufragare, impattando con la dura realtà che ancora oggi, tristemente, l’economia mondiale sta attraversando.

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