Quale rapporto esiste tra la religione e l’economia?

“Dove finisce la conoscenza, ha inizio la religione”

Benjamin Disraeli

Non molto tempo fa, come Advisor ho avuto modo di partecipare ad un interessantissimo convegno incentrato su una tematica fin troppo poco nota. Non per nulla, in linea generale, molti esperti non valutano, in tutta la loro completezza, quale possano essere effettivamente gli impatti della religione sull’economia.

In linea generale, infatti, nelle spiegazioni per una crescita economica di un paese si includono solamente determinati aspetti culturali. Seppure la religione occupi una dimensione importante della cultura, molti economisti, fino ad oggi, hanno prestato poca attenzione al suo ruolo nella crescita economica.

In sei indagini internazionali condotte in 59 paesi per misurare la religiosità, la frequenza in chiesa e le credenze religiose, è stato dimostrato come la religiosità risponda allo sviluppo economico. Non solo. In questa avvincente indagine è, anche, emerso come la composizione di una appartenenza religiosa abbia notevole influenza sui governi.

È interessante, poi, notare come, nel complesso, la religiosità tende a diminuire con lo sviluppo economico.

Indiscutibilmente, cosa sia a far crescere le economie mondiali, è un tema che ha interessato numerosi pensatori di tutti i secoli. La maggior parte di noi indicherebbe aspetti quali, il livello di istruzione, l’apertura al commercio, le risorse naturali, e i sistemi politici.

Da questo convegno, invece, è apparso un elemento che non era, di certo, mai stato considerato: l’inferno. Una coppia di ricercatori di Harvard ha presentato un lavoro che gli ha visti esaminare qualcosa come 40 anni di dati provenienti da decine di paesi, cercando di capire quale potesse essere l’impatto economico determinato da credenze o pratiche religiose.

Ebbene, hanno scoperto che la religione ha un effetto misurabile sulle economie in via di sviluppo e che l’incremento di maggior impatto si ha tanto più fortemente quanto la gente crede maggiormente in un inferno.

Che l’inferno costituisca e fornisca una importanza per la crescita economica potrebbe sembrare sorprendente, dal momento che non si può dimostrare che esista.

Eppure, devo notare quale Advisor come questa situazione si pone come uno dei risultati più interessanti in un crescente corpo di ricerca recente, il quale ha iniziato ad esplorare sistematicamente e con maggior vigore, come la religione possa influenzare la ricchezza e la prosperità di una società.

Negli ultimi anni, vari economisti italiani hanno, infatti, presentato dei risultati nei quali asseriscono che la religione può far aumentare il PIL, concorrendo, questa, a far aumentare la fiducia all’interno di una società.

Anche diversi ricercatori negli Stati Uniti hanno dimostrato che la religione riduce la corruzione e aumenta il rispetto della legge in modo da stimolare la crescita economica complessiva.

Si è anche documentato come i commercianti utilizzino credi religiosi per stabilire l’un l’altro una affidabilità.

Grazie agli strumenti in possesso dell’economia moderna, questi ricercatori, hanno fatto emergere un quadro più chiaro di come la prosperità delle nazioni possa dipendere, in parte, da preoccupazioni apparentemente astratte come la teologia e, qualche volta, da punti molto sfumati quale la fede o il fervore religioso.

In conclusione, l’idea che la religione possa influenzare le economie è un qualcosa di straordinario che merita attenzione.

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