Gli effetti del caro vita sull’economia

Il problema più grande è la perdita del valore simbolico dei cibi. Sono diventati commodities, beni di consumo senza anima

Carlo Petrini

Oggi come oggi, uno dei temi più ricorrenti nelle famiglie italiane ma, anche, quelle di altri paesi europei e non, è proprio quello di come poter cercare di risparmiare sul budget che si ha disposizione. Come Advisor, poi, tengo a sottolineare, che il caro vita e, di conseguenza, una disponibilità inferiore ad acquistare bene e servizi, ha una ricaduta alquanto negativa su tutta l’economia sia nazionale e sia globale.

In pratica, oggigiorno, si può ben dire che la meditazione Zen, sia elemento di base per affrontare questo procelloso oceano.

Partendo dal fatto che già di base la disponibilità economica di una famiglia del XXI secolo si è andata ad assottigliarsi a causa di una pressione fiscale che pare sia senza limiti, da Advisor devo sottolineare che questo determina anche un forte calo negli investimenti.

Ovvero, dato che parte del proprio guadagno deve essere riservato allo Stato, una altra parte in spese improrogabili e una parte necessita per poter vivere quotidianamente, il potenziale investitore si trova a non disporre più di un minimo di capitale da poter, eventualmente, investire. A fronte del fatto che l’economia è frenata, infatti, molte persone badano più a risparmiare proprio per poter sopravvivere dignitosamente piuttosto che pensare a investimenti finanziari.

Il processo attuale, pertanto, innesca delle dinamiche ove, al di là della impossibilità di non utilizzare parte del proprio budget per cibo e altri primari beni e servizi, non vi siano effettive risorse tanto per effettuare investimenti quanto per alimentare le vendite e, quindi, la produzione.

Certo, una parte delle persone non ha alcuna necessità di dover cambiare minimamente il proprio stile di vita, ma sono una minima parte. Tutti gli altri cercano ogni modo per riuscire a risparmiare e spendere meno soldi. In questi casi, mi tornano in mente tutti quegli insegnamenti ricevuti in gioventù, da tutte quelle persone che hanno saputo, per gran parte della loro vita, essere felici pur non disponendo grandi opportunità economiche. Forse, quella era la giusta mentalità, la chiave per comprendere bene come sia possibile trovare appagamento nel vivere con poco.

Certo, adesso come adesso, non è un cambiamento che può essere fatto dalla notte al giorno, tuttavia vale la pena ricordarlo e trarne beneficio. Infatti, sono quanto mai convinto che vi sia la possibilità di cambiare. Ad esempio, un buon viatico è quello di imparare di utilizzare al meglio le personali risorse che si hanno a disposizione evitando, così, gli inutili sprechi.

Una delle spese principali in ogni bilancio famigliare sono quelle riservate alla casa. Per vivere bene risparmiando, si può iniziare a riscoprire quanto erano soliti dire e fare i nostri antenati. I nostri nonni, pur in condizioni di vita molto meno agiata rispetto alla nostra, sapevano assicurare, nella maggioranza dei casi, stili di vita naturali e ampiamente soddisfacenti.

Oggi, si pensa solamente a regalare ad un bambino l’ultimo modello di telefonino! Invertire l’ordine delle priorità, in conclusione, deve essere sentito e visto, come un potente volano per riprendere il nostro cammino e dare, a tutta l’economia, un volto molto più umano.

Leggi i miei interventi sul mio sito professionale www.advisorabbate.com

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