Pier Carlo Padoan: il sistema bancario è solido e sicuro

Credo sinceramente che gli istituti bancari sono più pericolosi degli eserciti permanenti e che il principio di spendere denaro a carico dei posteri, sotto il nome di debito pubblico, non è che una truffa futura su larga scala

Thomas Jefferson

Il Ministro dell’Economia, dopo aver portato al traguardo la controversa situazione relativa al Monte dei Paschi di Siena e quasi risolto definitivamente la brutta gatta da pelare delle Banche Venete, ha espresso il suo pensiero relativamente il sistema bancario italiano, definendolo “solido e sicuro”.

Ora, da Advisor posso anche cercare di comprendere le difficoltà del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, pur tuttavia mi resta difficile credere totalmente a quanto ha affermato sul sistema bancario italiano.

Che nella maggioranza delle situazioni questo possa anche essere effettivamente “solido e sicuro” è un dato più o meno accettabile. Però, è anche il caso di mettere correttamente in luce che lo stesso sistema ha permesso che succedesse quello che è avvenuto tanto per il Monte dei Paschi di Siena quanto per le “famose” Banche Venete.

Quindi, delle due una, ossia o è effettivamente come afferma il ministro un sistema “solido e sicuro”, oppure vi sono delle evidenti crepe, altrimenti come è possibile oggettivamente spiegare quanto è avvenuto?

Come Advisor reputo che se esiste un effettivo controllo questo o è davvero efficiente oppure è totalmente inefficace. Le mezze misure, in questo campo, non possono né essere tollerate né ammesse. Il classico italiano “Ni”, non va assolutamente bene.

È, poi, anche il caso di rammentare le grandiose responsabilità imputabili alla Bankitalia, alla Consob, ai politici, oltre che, ovviamente, agli stessi amministratori. È, di conseguenza, davvero difficile non pensare come la conclusione di tutta questa ingarbugliata vicenda sia derivante da una logica, tipicamente italiana, che prevede la sudditanza della politica nei confronti delle banche.

Tra le altre cose, il tutto fa andare alla memoria, il più che celebre scandalo avvenuto nel 1893 noto come lo scandalo della Banca Romana. Non a caso, già all’epoca si evidenziarono chiaramente i forti legami esistenti tra la classe politica e il mondo finanziario.

Oggi, Renzi, non trova meglio che affermare che le banche hanno fatto scomparire i soldi. Eppure, il fallimento di istituti quali, ad esempio, Banca Marche, Carichieti, Cariferrara, Banche Popolari dell’Etruria, Veneto Banca e, Banca Popolare di Vicenza sono evidenti testimonianze che nella attuale disciplina bancaria vi sia più di una cosa che non funzione come dovrebbe.

Se si pensa al fatto che non sono state in primis capaci di essere garanti dei depositi né tantomeno in grado di sviluppare una corretta politica di trasmissione monetaria, si comprende come nessuno degli obiettivi e, tanto meno il ruolo di una banca siano stati salvaguardati e assicurati.

In tutto ciò, poi, non è da dimenticare come anche il caso Monte dei Paschi e Bipop-Carige siano delle ulteriori riprove che gli istituti bancari non siano propriamente così solidi e sicuri. La cosa ulteriormente drammatica è che sembra che tutte abbiano seguito un medesimo copione per effettuare i propri errori. Vi sono due aspetti che meriterebbero maggior attenzione.

Il primo è quello inerente alla erogazione di prestiti senza che vi fossero le garanzie opportune, mentre il secondo l’aver celato la sofferenza sorta a causa di prestiti elargiti così facilmente ad amici degli amici che non sono mai stati restituiti. In conclusione, sarà proprio il caso di rivedere le regole una volta per tutte.

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