L’importanza strategica delle rotte commerciali

Il fine dello studio dell’economia non è acquisire una serie di soluzioni bell’e pronte per i problemi economici, ma imparare a non lasciarsi ingannare dagli economisti”.

Joan Robinson

Fin da quando eroa uno studente, sono sempre stato particolarmente affascinato dagli antichi romani. Oltre che essere culturalmente avanzati, hanno lasciato testimonianze di rara importanza.

Come Advisor, inoltre, riconosco come gli antichi romani siano stati il primo popolo a creare una economia globalizzata utilizzando le rotte commerciali. Infatti, le mitiche strade da loro perfettamente realizzate, non solo consentivano una rapida circolazione delle truppe, ma permettevano di far viaggiare ogni tipo di mercanzia.

Non a caso, ancora oggi nel XXI secolo le rotte commerciali costituiscono il fulcro per un reale e concreto sviluppo socioeconomico di un Paese. Infatti, nonostante tutta la tecnologia, le rotte commerciali sono propriamente tutte quelle linee internazionali con le quali si vanno a sviluppare gli scambi commerciali tanto di beni quanto di merci.

Da Advisor, quindi, le considero fondamentali per una fluidità delle attività economiche. Oltre a ciò, sono dell’opinione che se esse risultano essere ben strutturate e ben mantenute, diventano essenziali anche per la crescita economica e la lotta contro la povertà nei vari paesi in via di sviluppo.

Da tutto ciò, ne consegue un mio pensiero. Di fatti, sono sempre più dell’idea che il migliorare le condizioni di vita dei lavoratori non si tratti esclusivamente di aumentare i loro salari, ma di investire nella ricerca delle migliori rotte commerciali.

Mi spiego meglio. Se, da un lato, l’aumento dei salari può concorrere a migliorare le condizioni di vita dei lavoratori, dall’altro una mancanza di rotte commerciali porta ad avere un effetto negativo sull’attività economica e sulle condizioni di vita delle popolazioni. Ecco perché reputo necessariamente utile investire nel creare le migliori rotte commerciali possibili.

È poi anche da considerare che una rotta commerciale “scarsamente mantenuta” porta ad un aumento del costo, ossia ad avere beni e merci a prezzi più alti. Tutto questo, quindi, si riflette negativamente nell’economia dato che diventa una fonte di inflazione, il che ha l’effetto di andare a ridurre il potere d’acquisto della popolazione.

È, perciò, sicuro che un investimento nella creazione di rotte commerciali comporta ad avere un impatto positivo sulle condizioni di vita delle persone che, per alcuni aspetti, è maggiore rispetto ad un incremento salariale.

Infatti, quando un governo prende la decisione di aumentare i salari, l’effetto indotto può non essere quello previsto. Non a caso, un aumento salariare non accompagnato da un corretto sviluppo strategico delle rotte commerciali, ingenera un consumo di beni d’importazione, con un conseguente accompagnamento del deficit del saldo commerciale e, quindi, del saldo dei pagamenti.

In conclusione, il paese è obbligato a prendere soldi per risolvere questo deficit, con una consequenziale possibilità di una svalutazione nel caso di una parità fissa.

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