La forte crescita del commercio elettronico nei paesi sviluppati

Il marketing migliore è quello che non sembra marketing

Tom Fishburne

Come Advisor, parto sempre dal presupposto che si assolutamente vitale che i paesi in via di sviluppo abbiano un libero accesso alle connessioni a banda larga. Da Advisor, annoto come sempre più governi e imprese nei paesi in via di sviluppo, stiano cercando di rimuovere gli ostacoli all’introduzione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

Secondo ultimi rapporti, se gli effetti immediati non sono necessariamente spettacolari, in definitiva i miglioramenti nell’ambiente del commercio elettronico dovrebbero consentire guadagni di produttività in questi paesi.  Allo stesso tempo, osservo che molti altri paesi in via di sviluppo, stanno ancora lottando per identificare e sfruttare il potenziale di Internet per il loro sviluppo economico.

Comunque, nel complesso, il numero di utenti Internet sta aumentando più rapidamente nei paesi in via di sviluppo, rispetto che nei paesi sviluppati. Il tutto, presuppone che si stiano lanciando delle serie e forti basi per lo sviluppo di una reale economia digitale.

Di fondamentale importanza, perciò, è che i paesi in via di sviluppo non siano lasciati indietro dagli sviluppi a livello globale, esattamente come il fatto che i loro governi si impegnino al massimo livello politico ai fini di prestare la doverosa attenzione ai problemi di attuazione. In fin dei conti, si deve esclusivamente trovare il giusto equilibrio tra il ruolo del settore pubblico e del settore privato nello sviluppo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. In altri termini, reputo che si dovrebbe andare a svolgere un ruolo guida nella formazione e nell’educazione per sviluppare le competenze richieste.

Il che, dovrebbe comportare un approccio multi-stakeholder, comprese partnership, alleanze e consorzi che coinvolgano i settori del pubblico e del privato. Il Web sta crescendo rapidamente in termini di siti attivi e, gli host che ospitano siti web, sono altamente concentrati nelle regioni sviluppate come il Nord America e l’Europa, le quali, da sole, rappresentano l’89% degli host esistenti in tutto il mondo.

Di conseguenza, i paesi industriali rappresentano, ancora, una concentrazione più elevata di utenza di Internet.  Perciò, secondo la mia opinione, per alcune aziende dei paesi in via di sviluppo, la soluzione migliore potrebbe essere quella di avere un sito Web in un paese sviluppato. Infatti, potrebbe essere più comodo visualizzare informazioni su una destinazione turistica, ad esempio, su un server vicino al paese dove vi sono i potenziali clienti.

Ecco, perché, è particolarmente importante per i paesi in via di sviluppo avere accesso alle connessioni internazionali a banda larga, visto che una grande parte, si parla tra il 70 e l’80%, del loro traffico Internet è generalmente internazionale. I collegamenti internazionali limitati disponibili sono generalmente utilizzati per i collegamenti con gli Stati Uniti e l’Europa.

Solo una manciata di paesi africani ha stabilito legami con i paesi limitrofi. Quindi, in conclusione, gran parte del traffico Internet intra-africano passa attraverso costosi circuiti intercontinentali.

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