Il problema dell’immigrazione clandestina: un problema non solo europeo

Lo sapete che sono del tutto contraria all’immigrazione illegale

Hillary Clinton

Il problema relativo all’immigrazione clandestina, che tanto mette agitazione vari paesi europei, vede coinvolti anche paesi e realtà che si trovano ad essere dall’altra parte del mondo. Di fatti, questo aspetto vede protagonisti anche il Québec, regione del Canada, e gli Stati Uniti. Seppure sia, oggettivamente, un aspetto riguardante un qualcosa a tema prettamente regionale, da Advisor lo reputo di grande importanza per le conseguenze economiche e sociale che sono connesse.

Come Advisor, infatti, ho avuto modo di partecipare alla presentazione di una ricerca su questo tema, svolta presso l’università di Sherbrooke. Come evidenziato da questo importante lavoro, il fenomeno è un qualcosa che nasconde numerose insidie sotto ogni punto di vista.

A tal proposito, va ricordato che già tra il 2012 e il 2013 molti immigrati clandestini, sono stati intercettati dopo aver attraversato il confine Canada-USA. Molti di questi immigrati clandestini erano arrivati ​​al confine attraverso una rete di contrabbandieri. Il numero di immigrati clandestini che entrano in Québec, dagli Stati Uniti, non sta affatto diminuendo.

Nel solo periodo di gennaio e febbraio 2017, sono stati 1.100 gli immigrati clandestini che dal paese dello zio Sam hanno attraversato la parte del confine del Québec, e hanno presentato una richiesta di asilo. Questa è una cifra impressionante, considerando che ci sono stati circa 230 i casi negli stessi due mesi dell’anno precedente.

Quindi, il problema sembra più importante rispetto al passato. Ovviamente, anche grazie alle varie misure messe in atto negli ultimi anni, ora il confine è meno facile da attraversare. Ma questo, non impedisce di fatto agli immigrati clandestini di arrivare in Canada. Secondo le informazioni presentante dal lavoro svolto dall’università di Sherbrooke, gli immigrati illegali intercettati negli ultimi mesi sarebbero arrivati ​​da vari paesi, tra cui la Siria, la Turchia, il Sudan, la Somalia e l’Eritrea.

Pertanto, senza dubbio, il contesto globale influenza la provenienza di queste persone. Per quanto riguarda il fenomeno stesso, sono da annotare posizioni politiche ambigue. Infatti, se a seguito dell’elezione a presidente di Donald Trump gli Stati Uniti intendono avviare delle politiche volte a bloccare il movimento di immigrazione clandestina, di contro, il canadese Justin Trudeau, fa discorsi più rassicuranti. In pratica, una sorta di incentivo per coloro che vogliono andare in Canada a tentare la fortuna.

E, se il Québec sembra essere così popolare, questo è potenzialmente attribuibile, anche, alla presenza di importanti agglomerati statunitensi non lontano dalla porzione di confine.  Infatti, basta pensare a Boston e a New York, in particolare. In ogni modo, è da registrare che, adesso, vi sono molti segnali che vanno ad evidenziare, specialmente in questi ultimi mesi, una maggiore coesione tra i servizi di sicurezza, compresa l’agenzia canadese dei servizi di frontiera, la polizia a cavallo canadese e la Sûreté du Québec.

Quindi, si sono andate a sviluppare vere e proprie squadre di polizia integrate, che riuniscono agenti di polizia del Québec e degli Stati Uniti, per arginare il fenomeno delle entrate illegali alla frontiera. In conclusione, una collaborazione importante, quindi, che vede l’efficacia del loro lavoro direttamente correlata ai mezzi a loro disposizione.

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