L’Africa: così ricca e così povera

L’aria, in Africa, ha un significato ignoto in Europa: piena di apparizioni e miraggi, è, in un certo senso, il vero palcoscenico di ogni evento

Karen Blixen

Fin ancor prima di diventare Advisor, mi sono sempre meravigliato che il continente africano fosse così ricco e, allo stesso tempo così povero. Da Advisor, so perfettamente di quanto le materie prime disponibili, siano gli elementi fondamentali, quelli che possono essere gli elementi determinanti al costituire la ricchezza di un paese.

Orbene, molti stati africani godono di questa situazione. Non a caso, è proprio il continente africano a possedere la percentuale più alta di uranio, platino, oro, diamanti, fosfati, manganese, cromo, vanadio, cobalto, senza, poi, dimenticare di quanto l’Africa sia ricca di rame. Oltre a ciò, paesi come, ad esempio, Libia e Nigeria sono ricchi di petrolio e, l’elenco delle ricchezze africane potrebbe allungarsi ancora di più.

Perciò, in Africa, non mancano, di certo, le risorse per sviluppare un piano industriale e per ottenere un interessante ritorno economico. Pur tuttavia, la realtà dei fatti propone un continente che, fatte salve alcune rare eccezioni, la creazione di una vera e propria ricchezza nazionale è una semplice chimera, un sogno epico e mitico.

Non è forse, fin troppo riduttivo il trovare come scusa dello stato di cose, il fatto che, nella gran parte dei casi, alla guida dei paesi africani vi siano governi compiacenti, corrotti e dittatoriali? Con ciò, non voglio assolutamente asserire che ciò non sia vero o che non sia influente, ma, semplicemente ricordare che in Europa, nel corso della sua lunga storia, di governi compiacenti, corrotti e dittatoriali ve ne sono stati tanti. È sufficiente ricordare l’infausto periodo della Santa Inquisizione.

Pur tuttavia, mentre l’Europa, nel bene e nel male, è stata ed è lo ancora protagonista, l’Africa, di fatto, è stata sempre una terra di conquista, un continente dominato e mai dominatore. Senza voler innescare alcun tipo di polemica, mi domando, però, perché gli africani, in generale, abbiano dovuto aspettare chi fosse in grado di utilizzare tutte le sue ricchezze, per poi, in pratica, farsi sfruttare, vendendosi al miglior offerente. È qui che mi perdo, è qui che non capisco quali possa essere il perverso meccanismo che entra in gioco.

In Europa, che piaccia o no, vi sono state nazioni che nel passato, vedi Spagna, Francia, Inghilterra e Olanda, di fatto, pur essendo in eterna guerra fra loro, hanno dominato realmente il mondo. In Africa, non vi è alcuna traccia di tutto ciò ma, anzi, vi sono infinite testimonianze che certificano la “vocazione” africana all’essere sottomessa. Un paradosso incredibile che è difficile da credere.

Quel che è certo, comunque, che ancora oggi, nonostante il passato, in alcuni casi recente, l’Africa è carente in fatto di tecnologia, di personale qualificato, di ingegneri capaci autonomamente di realizzare aeroporti, strade, ponti, centrali elettriche, aeroporti, porti, e via dicendo.

In pratica, dunque, gran parte della situazione africana attuale, deriva dal fatto che nei loro paesi non si sono mai andate ad attuare, tra l’altro, delle politiche volte a sviluppare quella professionalità avanzata così fondamentale per un concreto sviluppo. In conclusione, si sono basati, solamente ed esclusivamente, a prendere soldi per far utilizzare il loro patrimonio dagli altri.

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