La plastica: un settore in forte crescita e continua ascesa

“La plastica, una curiosità all’inizio del secolo, si è diffusa dappertutto, diventando essenziale per la nostra vita come l’aria che respiriamo”

Jeremy Rifkin

Advisor Abbate - plastica, acqua in bottiglia

Come Advisor, sono quanto mai convinto dell’importanza della economia circolare. Infatti, ho avuto molteplici occasioni da Advisor, per osservare come, ad esempio, sia in rapida crescita il settore della plastica. Non a caso, Saudi Aramco, la compagnia nazionale saudita, e Total, compagnia petrolifera francese, hanno investito diversi miliardi di euro.

Quindi, per Riyad, che oltre ad essere la capitale dell’Arabia Saudita ne è il primo polo finanziario, la plastica non è solamente una espressione fantasiosa ma, un mezzo, per rendere ancora più redditizio il suo petrolio, affidandosi, anche, ai prodotti petrolchimici. Nonostante la polvere del deserto venga soffiata dal vento, i tubi brillano sotto il sole cocente.

Nell’Arabia Saudita orientale, di fronte alla costa iraniana, la raffineria Satorp a Jubail rappresentano un vero e proprio modello del know-how petrolifero del regno. Il sito, che occupa più di cinque chilometri quadrati e trasforma 440.000 barili di petrolio al giorno, è l’orgoglio del suo capo, Sulaiman Al-Babtain.  Le due tranche di questa gigantesca raffineria inaugurata nel 2013, sono gestite dal gruppo Saudi Aramco in collaborazione con Total.

Presso la sala di controllo della raffineria, quindi, si collabora e si respira un’aria francese e araba, e si capiscono molto bene le ragioni che portano a far sorridere di tutto ciò Sulaiman Al-Babtain. Grande come una reception di un grande hotel, la sala di controllo della raffineria, quindi, riunisce una ventina di operatori silenziosi, che si alternano per 24 ore al giorno al fine di controllare la produzione e il trasporto verso il porto industriale King Fahd. Qui, 1.200 dipendenti, oltre il 70% originari dell’Arabia Saudita, convertono il greggio dei campi vicini di Manifa e Safaniya, in carburanti per veicoli diesel e aerei. Più a sud vi è Dhahran, e il quartier generale della compagnia petrolifera nazionale, il gigante Saudi Aramco.

È in questa zona che vennero scavati i primi pozzi negli Anni Trenta, e questa è stata la prima grande scoperta del petrolio saudita da parte dei geologi americani, avvenuta nel 1938. L’evento ha cambiato il destino di questo paese ultraconservatore e, nel contempo, capovolto l’approvvigionamento energetico mondiale, con il supporto decisivo degli Stati Uniti.  Da allora, il paese è diventato uno dei principali produttori al mondo, con 11 milioni di barili di petrolio al giorno.

Questo posto predominante nel campo petrolifero mondiale, l’Arabia Saudita è determinato a mantenerlo e, di conseguenza, moltiplica i progetti per aumentare il valore del suo petrolio. Non a caso, la plastica, in questo paese, risulta essere un settore in rapida crescita. L’avvio del progetto Jubail 2, di oltre nove miliardi di dollari, in conclusione, è annunciato per il 2024 è prevede la creazione di un cracker per etilene alimentato al 50% con etano oltre che con gas di raffineria, dalle capacità annue di oltre un milione di tonnellate, oltre che la creazione di impianti destinati ai derivati petrolchimici come, appunto, le materie plastiche.

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