Le infinite bugie e le mille distrazioni attorno al mondo dell’informazione economica

Un dollaro risparmiato è un quarto guadagnato

John Ciardi

 

Come Advisor ma, ovviamente non solamente io, ogni giorno mi devo destreggiare tra le infinite distrazioni e bugie presenti nell’informazione, in special modo in quella dedicata alla economia.

Un avvenimento che, da Advisor, ho avuto modo di constatare, è quello che ho definito il “caso del petrodollaro”. Infatti, a proposito di questo delicato tema economico, vi è stato un discutibile grande silenzio accompagnato, inoltre, da una spessa rete di disinformazione da parte dei media. L’operazione che sarebbe in atto, viene ad essere presentata come una evidente articolazione internazionale per allontanarsi dal dollaro come meccanismo d’acquisto di fatto per il petrolio.

Questa tendenza dovrebbe accelerare nei prossimi mesi, dato che la Cina inizierebbe a onorare i contratti petroliferi in yuan anziché in dollari. Il problema, dunque, è che anche nei media considerati alternativi, vi è un mito continuo, con il quale si sostiene che i paesi orientali stiano cercando di “liberarsi” dall’ordine internazionale.

La cosa, poi, interessante, è come i vari organi di informazione economica, vadano a trattare questo argomento, ossia come se il tutto fosse un qualcosa di positivo per l’intero mondo. Non sono qui per dire se la fine del petroldollaro sia buona o cattiva. Sono qui, tuttavia, per segnalare che come non sussista, in realtà, assolutamente alcuna indicazione che le maggiori potenze orientali come la Russia e la Cina stiano agendo per minare il sistema globalista esistente.

Al contrario, Cina e Russia restano, come sempre, strettamente legate al Fondo Monetario Internazionale, e che da molto tempo sono stati stabiliti forti legami da parte loro con i monoliti bancari internazionali come, per esempio, Goldman Sachs e JP Morgan. I leader politici ed economici dei paesi orientali hanno sempre chiesto un nuovo sistema di riserva per sostituire il dollaro, e, questo è vero.

Ma quello che molti analisti sembrano ignorare è che stanno anche chiedendo che questo nuovo sistema sia dominato dal FMI. In fondo, dunque, vi è nota polemica che vuole mettere in risalto come tutto il mondo finanziario e, di conseguenza, il Fondo Monetario Internazionale, siano controllati dagli Stati Uniti. Tutto ciò, oltre che non essere vero, non è proprio il caso.

Difatti, anche se ancora oggi gran parte della cosiddetta libera stampa finanziaria voglia negarlo, tutto il mondo finanziario, nella realtà dei fatti, è controllato da banchieri internazionali, i quali, come è risaputo, non hanno alcuna lealtà verso un determinato paese.

Una volta compreso questo fatto, ossia la negazione della influenza sul mercato finanziario da parte dei banchieri internazionali, diventa logico e compressibile, come sia in atto un sistematico sabotaggio nei confronti degli Stati Uniti, così come la presunta collusione tra Cina, Russia e FMI. In altri termini, l’America è vista come una appendice sacrificale dell’edificio globalista e, in conclusione, la si debba andare a distruggere pezzo per pezzo per alimentare la creazione di qualcosa di nuovo e, sicuramente, più sinistro.

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