Trovare una economia alternativa per il futuro del nostro mondo

Economia. Fare a meno del necessario per risparmiare denaro e comprare il superfluo

John Garland Pollard

Come Advisor, sono del parere che una corretta forma di economia debba avere come suo obiettivo finale quello di disaccoppiare la crescita economica dall’esaurimento delle risorse naturali attraverso la creazione di prodotti, servizi, modelli di business e politiche pubbliche innovative. Tutto questo per dare un futuro al nostro mondo.

Ad esempio, i flussi di materiale, ovvero riutilizzo, riciclaggio e i prodotti eco-design senza tossicità o obsolescenza programmata, riparazione, possano essere estesi per tutta la durata del prodotto o del servizio.

Reputo, da Advisor, che questo modello economico permetta di poter andare a creare dei loop positivi e di valore per ogni utilizzo o riutilizzo sia del materiale e sia del prodotto prima della distruzione finale. Di conseguenza, sarebbe auspicabile che un nuovo modello di economia globale, ponga il proprio nucleo centrale, andandosi a concentrare maggiormente, su nuove proposte di progettazione, di produzione e di consumo, estendendo la vita dei prodotti, usando invece di possedere, cioè riutilizzare e riciclare i componenti.

Non si può, di certo negare, che la gestione dei rifiuti che si vanno a produrre, possa essere ancora non vista, a livello globale, come un ottimo modello di produzione. Di fatto, l’ottimizzazione dell’utilizzo delle risorse da parte della progettazione ecocompatibile a monte, trasforma la gestione dei rifiuti in una fase semplice del ciclo materiale.

Di conseguenza, tra i vari punti che dovrebbero essere sviluppati, personalmente indicherei aspetti quali, l’ottimizzazione dell’uso dei flussi di materiali e di energia e un ripensamento del ciclo di vita dell’oggetto. Il tutto, in pratica, dovrebbe consentire un effettivo sviluppo di un corretto modello di produzione ispirato al funzionamento degli ecosistemi.

Reputo che continuare sulla logica economica che vede, come scopo principale, la creazione di un prodotto seguendo uno schema tradizionale che si basa sullo spreco di energie non rinnovabili, sia davvero folle. Si deve, perciò, dare spazio alla creazione di un valore positivo in ciascun passo, garantendo la soddisfazione del consumatore ed evitando, di conseguenza, lo spreco di preziose risorse.

Non a caso, i lati positivi della valorizzazione, offrono ritorni economici molto interessanti. Se ci si riflette con attenzione, si potrà scoprire come siano proprio gli ecosistemi naturali a fornire le migliori risposte alle esigenze di una moderna economia.

Senza volermi prendere meriti che non sono miei, è giusto ricordare che già nel secolo XVIII, vi fu un economista, filoso e biologo francese che asserì che: “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”. Fu, infatti Antoine-Laurent de Lavoisier che espresse questo postulato che è divenuto un elemento fondamentale della legge fisica.

Pertanto, è sempre più attuale il concetto che tanto la materia quanto l’energia non debbano essere più sprecati e, perciò, quello che la cosiddetta economia circolare considera come un semplice rifiuto, un qualcosa che deve essere solamente incenerito oppure sepolto, in realtà offre ancora numerose altre soluzioni.

In conclusione, non esiste un singolo percorso, ma molteplici possibilità adatte al prodotto, ai suoi componenti e alle esigenze degli utenti.

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