Disoccupazione, le aleatorie soluzioni del Governo che suscitano dubbi e perplessità

 “La vera libertà individuale non può esistere senza sicurezza economica ed indipendenza. La gente affamata e senza lavoro è la pasta di cui sono fatte le dittature”.

Franklin Delano Roosevelt

Advisor Abbate - esodati

Come Advisor, ho la netta sensazione che i Governi italiani, compreso quello attuale retto dal non eletto Matteo Renzi, abbiano fatto propria la frase che disse Oscar Wilde e cioè che “Il lavoro è il rifugio di coloro che non hanno nulla di meglio da fare”.

Ma se da Oscar Wilde, uomo dell’ottocento, figlio di Sir William celebre oftalmologo irlandese e di Jane Francesca Elgee, nota poetessa irlandese, tale frase può anche essere accetta, la filosofia con la quale le forze di governo trattano la questione del lavoro diventa, gioco forza, motivo di discussione.

Secondo il “Rapporto annuale 2013 sulla situazione del Paese” pubblicato dell’Istat è statoAdvisor Abbate - pensioni_lavoro evidenziato come siano in Italia oltre quindici milioni le persone che vivono in un disagio economico. Si possono di certo discutere, si possono anche non considerali del tutto attendibili i dati forniti dall’Istat, ma quel che è certo, comunque a prescindere da ogni tipo di valutazione e giudizio che si possa dare, e che il reddito di una famiglia a seguito della perdita di un lavoro è divenuto un qualcosa di molto grave.

Oltre a mal gestire le figure in cerca di un primo lavoro, lo Stato italiano ha, di fatto, abbandonato a sé stessi una delle fasce più deboli, quelli che sono fra i 50 e i 64 anni. Sono deboli proprio perché avendo una esperienza lavorativa pluriennale, oltre che una età anagrafica, trovano maggiore difficoltà nel potersi inserire nuovamente nel settore lavorativo. Sul tavolo del governo vi sono varie proposte, ma da quanto si legge e si apprende, sono solamente dei classici pannicelli caldi.

Basta semplicemente pensare all’assegno di “ricollocazione per i disoccupati”. Io non posso credere che questo “piano” sia stato concepito da persone dotate di una pur semplice forma di materia grigia.

Advisor Abbate - caduta progettoPer carità, non pretendo di certo che in Italia vi sia una classe politica dotata di una forma primordiale di intelligenza, ma pensare di inventarsi una sorta di assegno per pagare le agenzie private accreditate e i centri per l’impegno per “ottenere un servizio di assistenza intensivo nella ricerca di un posto di lavoro”, sia una vera offesa.

Cioè lo Stato paga questi enti per far sì che una persona ottenga “un servizio di assistenza intensivo nella ricerca di un posto di lavoro”. Ma siamo del tutto impazziti? Perché dare i soldi ad enti che fanno questo solo a scopo di lucro?

Vogliamo forse favorire qualcuno? La scandalosa istituzione delle cosiddette agenzie interinali, è stata la più obbrobriosa invenzione, degna dell’infausto “Arbeit macht frei”, il Lavoro rende liberi posto all’ingresso dei vari campi di concentramento.

Ma la cosa ancora più ridicola è che lo “schema di decreto legislativo” approvato dal Consiglio dei Ministri in attuazione del Jobs Act, prevede che questo assegno venga ad essere graduato “in funzione del profilo personale di occupabilità” e che il disoccupato potrà avere il piacere di poter godere dell’affiancamento di un tutor per potersi riqualificare “in funzione degli sbocchi professionali offerti dal mercato”.

Ma ci hanno pensato a un qualcosa del genere o, come si dice, partoriscono queste idee dopo aver ben mangiato e ben bevuto a nostre spese? Secondo le loro infinite qualità politiche e amministrative, un povero lavoratore che ha passato quasi trent’anni della sua vita, ad esempio, al tornio o in un ufficio, gli affiancano un tutor, con esperienze e capacità misteriose, per riqualificarlo e inserirlo in un qualcosa di cui non si sa nulla.

La mobilità nel lavoro è un qualcosa di ben diverso. Ma se uno ha una determinataAdvisor Abbate - disoccupazione specializzazione e si hanno fra i 50 e i 64 anni, non reputo da Advisor, che sia corretto che uno Stato gli dica: tu eri professore? Bene siccome la tua figura professionale non serve più, da oggi devi imparare un nuovo lavoro.

Oppure tu eri commesso? Bene da oggi devi imparare a diventare un infermiere, e così via. Ma oltre a questa perfidia umana, la cosa ancora più avvilente è che una persona fra i 50 e i 64 anni deve “imparare” un qualcosa da un tutor, magari invasato e con il cervello pieno di notazioni teoriche mai applicate sul campo e che basa la sua capacità su quanto gli è stato detto di dire.

Non solo, la cosa tragica è che lo Stato italiano andrà a pagare, cioè a dare soldi che potrebbero essere dati a questo punto direttamente ai disoccupati, a enti come agenzie private accreditate e i centri per l’impiego. Un mio caro amico giornalista, oramai per sua fortuna in pensione, avrebbe scritto che questa azione era una grande porcata nei confronti di onesti padri di famiglia in cerca di lavoro, una squallida marchetta a favore dei soliti noti.

 

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