Una nuova economia globale per una nuova generazione

La generazione più giovane è la freccia, la più vecchia è l’arco”.

John Steinbeck

Sono nati dopo la rivoluzione di Internet e avranno 50 anni nel 2030 o nel 2040. Ma l’idea che i giovani possano effettivamente cambiare il mondo, è ancora valida? Da Advisor, noto che essi vivono in un mondo affetto da una crisi economica, ecologica, politica, religiosa, e quindi esistenziale, senza precedenti.

Tra i termini comuni usati per descrivere i giovani nati post internet, vi sono espressioni come: apatici e con carenza di ideali. Da Advisor, ho preso parte alla importante conferenza dibattito tra il MEDEF, ossia il Movimento delle Imprese di Francia, e il mondo universitario del Paese. Ad essere onesti, ho incontrato e avuto modo di parlare, con una gioventù profondamente impegnata nel volontariato e nello sviluppo di una economia maggiormente più etica.

Quindi, se da tutto ciò si deve effettuare un ritratto delle generazioni future, credo che i giovani abbiano tutte le carte in regola per poter cambiare il mondo, purché partecipino attivamente alla sua costruzione politica, sociale e soprattutto economica. Non si può dimenticare che essi potranno essere i leader del mondo a venire, se daremo loro la possibilità di crescere.

Di base, oltre il loro ottimismo e la loro audacia, mi ha colpito favorevolmente la loro padronanza dei codici socioeconomici di domani. In fondo, è su internet che sono soliti pubblicare la loro parola. Una emancipazione creativa, che risulterà essere necessaria per la creazione delle condizioni essenziali ad accelerare un processo evolutivo di un capitalismo illuminato e altruistico.

Indiscutibilmente, i giovani di oggi si evolvono in una società sempre più complessa, in cui le grandi questioni del futuro si intrecciano.  Povertà e sviluppo sostenibile, rivoluzione della comunicazione e libertà di parola sulle reti sociali, lotta all’estremismo. Di fronte a queste grandi sfide, questa gioventù non deve assolutamente affondare nella apatia e nelle ricerche individualistiche. Infatti, le nuove generazioni dispongono di strumenti digitali per dare voce e accedere a un numero illimitato di conoscenze.

Di conseguenza, possono concorrere, in maniera positiva, alla creazione di nuove imprese al fine di dare uno sviluppo economico incentrato sulle condizioni di emancipazione globale. Per certi versi, quindi, dobbiamo accettare di formare i giovani, cercando di farli integrare secondo i loro mezzi e capacità.

Certamente, continuare in una logica incentrata sull’andare ad ottimizzare gli interessi particolari, non porta da nessuna parte. Ecco perché sono dell’opinione che è con l’attività che si può creare una ricchezza.

Per avere ancor più chiarezza sulle prospettive future, è sufficiente osservare quanto il web sia divenuto lo strumento principale della emancipazione della gioventù. Dato che i giovani tendenzialmente sono portati a creare delle imprese che li assomigliano, molto probabilmente, i settori più investiti saranno quelli della comunicazione e delle nuove tecnologie.

In conclusione, è una generazione che, oltre dover combattere contro le disuguaglianze economiche che sono la fonte di una grande precarietà, dovrà risolvere problemi di dimensioni come l’estremismo religioso o il riscaldamento globale.

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