Per il 2018 sarà importante accelerare investimenti e produttività

Investire con successo significa anticipare le anticipazioni degli altri”.

John Maynard Keynes

Nell’ambito della vulnerabilità dell’economia mondiale, come Advisor voglio sottolineare che attualmente vi è un eccessivo peso dato dall’indebitamento sia delle famiglie e sia delle imprese. Un aspetto che, negli ultimi anni, anche a causa della generale crisi, è esploso in maniera sintomatica tanto nei paesi cosiddetti ricchi quanto in quelli emergenti come, ad esempio, la Cina.

Da Advisor, seppure questo onere non rappresenta un pericolo immediato, reputo, tuttavia, che potrebbe essere diversamente in caso di un forte aumento dei tassi di interesse e una correzione sui mercati finanziari. Ecco perché considero che sia fondamentale che nel 2018 si veda una forte accelerazione di investimenti e produttività.

Anche se le indicazioni di questo malessere sembrano essere ignorati dagli stessi mercati, più interessati a festeggiare record su record, gli indici danno una fotografia della situazione molto diversa. Quindi, se è giusto vivere il momento di euforia che aleggia nel mercato azionario, rimane, comunque, fondamentale riflettere sulla realtà del recupero e dei vari fattori di fragilità ancora esistenti.

Anche la stessa OCSE sottolinea come sia importante non abbassare la guardia. Se, per esempio, si pensa alla situazione economica italiana, non è di certo difficile comprendere che molti dati, in special modo quelli relativi alla occupazione lavorativa, siano fumosi.

Nonostante il fatto che l’attuale governo, anche in chiave delle prossime elezioni politiche, sbandieri che sono aumentate le persone che lavorano, è da osservare che questo incremento è fittizio, dato che sono occupazioni di ripiego e non definitive. Se, mi è concesso un semplice parallelismo, è come se invece di pulire bene la propria casa, andiamo a mettere la polvere sotto il tappeto. Infatti, visivamente si potrà pur vedere una casa pulita ma, nella realtà delle cose, non si è affatto risolto il reale e concreto problema.

Eppure, anche in Italia, monta il malcontento popolare che nasce da anni di situazioni politiche a dir poco imbarazzanti. Il dato certo è che la disoccupazione esiste e che il potere economico dei salari diminuisce sempre più.

Le sfide, pertanto, restano ancora tutte sul tavolo e l’Itala è sempre un paziente difficile anche per quel che riguarda il 2018. Non occorre essere un portentoso economista per comprendere che la persistente situazione italiana rischia di esplodere, con conseguenze economiche mondiali.

È, dunque, corretto mettere in guardia sul rischio che si può correre andando a giocare sui dati della crescita economica. Credo che sarebbe molto più professionale se tutti si concentrassero seriamente sulle delle serie e corrette riforme.

In conclusione, sono speranzoso che i prossimi politici eletti siano maggiormente responsabili e che si mettano seriamente al lavoro per innescare quei profondi cambiamenti che sono così necessari per accelerare gli investimenti, la produttività, per far aumentare i salari realmente e rendere la crescita un qualcosa privo di ogni tentazione di compiacimento politico.

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