L’Ecoship un fattore sempre più importante nella cantieristica

Se le navi vanno generalmente meglio degli Stati, ciò accade per la sola ragione che in esse ognuno accetta la parte che gli compete, mentre negli Stati meno se ne sa, generalmente, più s’ha la smania di comandare

Massimo d’Azeglio

Come Advisor, ho notato che, negli ultimi anni, diversi gruppi industriali hanno lavorato su approcci di eco design per renderli economicamente validi. Chiaramente, da Advisor, comprendo benissimo che si deve lavorare per andare a compensare i costi aggiuntivi generati nella costruzione.

Non a caso, vari gruppi di ingegneri sono partiti da una sorta di schizzo immaginato come parte del progetto, con, il chiaro obiettivo, di ridurre della metà questo impatto, assorbendo nel contempo i costi aggiuntivi generati in un periodo di cinque anni. In pratica, ho visto che sta prendendo, sempre più forma, un concreto progetto nella cantieristica navale mondiale, che si può chiamare Ecoship.

Nonostante un prezzo di acquisto leggermente superiore, l’idea è di rendere le navi, che beneficiano dell’eco design, più economiche a lungo termine, utilizzando in particolare tecnologie collaudate, adattate al settore navale.  Nel ciclo completo, l’80% dell’impatto ambientale è nel periodo operativo, soprattutto in termini di carburante, ma dobbiamo anche tenere conto di altri aspetti per ottenere i massimi guadagni.

Di conseguenza, si sta assistendo alla conduzione di una sistematica ricerca di soluzioni. Per esempio, l’utilizzo di uno scafo in alluminio, seppure risulti essere più costoso da produrre, conferisce un valore al riciclaggio, oltre che andare a migliorare i consumi di una nave, grazie alla sua leggerezza.

Ispirandosi alle tecniche di riscaldamento in voga presso gli edifici delle zone nordiche, gli ingegneri stanno evolvendo l’applicazione della tecnica dello scambiatore di calore a doppio flusso, tra l’aria in entrata e l’aria in uscita, da applicare su una nave. Grazie a questo dispositivo, si permetterà alla barca di riscaldarsi con le fonti di energia di bordo, il che consente di ridurre il fabbisogno elettrico.

Allo stesso modo, procede alacremente il lavoro volto sulla ottimizzazione dell’idro dinamismo, sulla forma degli scafi ma anche su quello delle eliche. Forme più complesse consentiranno quindi una migliore prestazione del sistema di propulsione e ridurre la manutenzione dello scafo.

L’aerodinamica delle barche è anche al centro di importanti studi, volti ad affinare meglio il concetto stesso di vela. Il profilo della nave deve essere ottimizzato affinché la barca recuperi la pressione del vento in determinate condizioni. Tutte queste misure farebbero risparmiare decine di tonnellate di combustibile all’anno. Allo stesso modo, le barche possono ospitare pannelli solari sulle loro sovrastrutture, un sistema che può offrire prestazioni eccellenti in zone soleggiate.

In conclusione, è da ammettere che il concetto di eco design, sia sempre più il futuro della cantieristica navale mondiale.

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