L’eco-design è il futuro della costruzione navale?

Il mare crea una nostalgia impossibile da debellare. Il mare ti vive dentro

Stephen Littleword

Advisor Abbate - genova

Da Advisor, annoto come l’eco-progettazione globale, vale a dire il tener conto della riduzione dell’impatto ambientale delle navi durante l’intero ciclo di vita, sia oggetto di un progetto ambizioso guidato da diversi valenti industriali.

D’altra parte, come Advisor, non posso non tener conto che, ad esempio, Soreel, Protecflam, MYG Decking, Auxitec Engineering, Ship Studio, Bureau Veritas, Saint-Nazaire Marine, DCNS, i cantieri navali Baudet e STX France, stiano fattivamente collaborando con ADEME per finanziare lo sviluppo di uno strumento comune volto a determinare il profilo ambientale di una nave.

Con un costo di 300.000 euro, il progetto è stato avviato da NEOPOLIA, una rete di 90 aziende industriali, la cui gestione è stata affidata alla SDI, Stirling Design International, e allo sviluppo di strumenti per l’azienda EVEA, specializzata in valutazioni ambientali e approcci di eco-design.

Un interessante caso di studio è stato eseguito su un motoscafo di 30 metri. Chiamato Sustainable Ship Design, il progetto ha portato alla creazione di un software per determinare l’impatto della nave sull’ambiente per l’intero ciclo di vita.

Al fine di ridurre le fonti di inquinamento, sono stati studiati non solo i materiali scelti per la sua costruzione, ma, anche l’assemblaggio in cantiere, da utilizzare, inoltre, una volta in servizio, compresa la manutenzione fino allo smantellamento.

Una distribuzione degli impatti sull’ambiente viene effettuata durante le varie fasi della vita della barca, sulla base di criteri precisi, tra i quali, l’eco tossicità degli ambienti, l’eutrofizzazione, ovvero la proliferazione delle alghe e distruzione di fauna e flora, il riscaldamento globale, l’acidificazione atmosferica, la distruzione dello strato di ozono, la tossicità umana, l’emissione di particelle fini, l’esaurimento delle risorse naturali, gli indicatori di flusso, il consumo di acqua, di energia, e la produzione di rifiuti.

Pertanto, il profilo ambientale di una fregata, di una nave passeggeri, di una nave da carico o di una nave da crociera, potrebbe essere analizzato per l’intero ciclo di vita. Il progetto SSD è, oltre a ciò, di grande interesse strategico perché consente la condivisione di dati tra aziende dello stesso settore.

È uno dei primi approcci globali per valutare e ridurre l’impatto ambientale di una nave. A tal riguardo, è stata creata una piattaforma comune, la quale consente, a tutte le parti interessate tanto alla costruzione navale quanto alla riparazione navale, di conoscere con precisione l’impatto della loro attività sull’ambiente.

L’obiettivo è di consentire agli sviluppatori DSS di beneficiare in definitiva di un vantaggio competitivo. Lo strumento, non a caso, consente di soddisfare gli standard e le normative più recenti per proteggere l’ambiente e persino anticiparli.  Oltre al semplice aspetto ecologico, va notato che gli approcci di eco-design possono anche aiutare a progettare navi più economiche a lungo termine.

In conclusione, è innegabile che, grazie a questo sforzo, si potrà ottenere un trasporto via nave che sia molto più rispettoso dell’ambiente.

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