XXI secolo, l’era della nuova economia

Il mondo è un bel posto e per esso vale la pena di lottare

Albert Einstein

Da più parti si alza il lamento della influenza dannosa e distruttiva, attribuibile all’essere umano. Ovviamente, come Advisor, reputo che questo nuovo sentimento possa innescare dei meccanismi che potrebbero, nel tempo, andare a modificare l’intero sistema economico mondiale.

Di fatti, in molti vertici dedicati al futuro del pianeta terra, sono sempre più gli esponenti che invocano una maggiore attenzione alla salute del luogo ove viviamo. I più catastrofisti, reputano che sia anche possibile la scomparsa dell’intera specie umana.

Da Advisor, considero il XXI secolo l’era per gettare le basi di una nuova economia. Indubbiamente, un’era non inquinante porterebbe beneficio alla qualità della vita su questo pianeta, e, in gran parte, darebbe la possibilità di dare linfa ad una economia più eco solidale.

Aspetti quali, ad esempio, il blocco dello scioglimento massiccio dei ghiacci, la scomparsa del problema del buco dello strato di ozono, come pure l’evitare che ulteriori specie animali possano scomparire, sarebbero, tutte, un qualcosa che passerebbe alla storia. In effetti, sarebbe davvero triste se dovessimo lasciare la Terra nel pieno degrado, infestata da megalopoli, fabbriche e veicoli e dominata da una distruzione massiccia.

Seppure questo scenario futuro possa apparire pessimista, dato che non sono egoista credo vivamente che possa essere molto utile anche per un nuovo piano economico globale. I cittadini, oltre che essere tali, sono anche dei consumatori e, tutta l’economia mondiale si basa proprio sulla legge della domanda e della offerta. Di conseguenza, è doveroso prendere conoscenza di un nuovo sentimento che aleggia in più persone. Non a caso, è da registrare un fortissimo interesse nei confronti, per esempio, delle foresta pluviali.

Il problema ecologico più grave è la deforestazione.  Da un lato, il nostro massiccio uso di combustibili fossili, ossia petrolio, gas, contribuisce a far aumentare il CO2.  E allo stesso tempo, stiamo abbattendo le foreste che assorbono CO2. Pur tuttavia, è ancora l’essere umano ad avere tutti i mezzi e ogni tipo di strumento volto a preservare e impedire la distruzione le foreste pluviali.

Qui, non si tratta di fare voli pindarici e, tanto meno, addentrarsi in discorsi puramente utopistici. Quando rigidità e conservatorismo soffocano sogni e libertà, quando i governanti si dimenticano dei cittadini, quando non si travalicano i blocchi degli interessi, alla lunga, nella società va ad aumentare il malcontento. Tutto questo, fa nascere un movimento sociale su larga scala che ha la possibilità di andare a destabilizzare ogni tipo di attuale economia.

D’altra parte, sarebbe alquanto sciocco non considerare il fatto che, accanto alla globalizzazione del mercato, si è andata a formare una globalizzazione dei cittadini. Un qualcosa, quindi, che sorge in risposta e sulla base di esigenze universali, quali la salvaguardia del pianeta e il rispetto per l’essere umano.

Certo, oggi come oggi, vedo difficile che si decida che l’interesse dell’essere umano e di tutti i viventi siano posti prima dell’interesse economico, ma, in conclusione, è improrogabile il fatto che si debba rivedere tutta la nostra filosofia di vita, in modo che la Vita prenda il posto che gli è dovuto su questo pianeta.

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