La questione spinosa della migrazione clandestina

Ad ogni immigrante che arriva in questo paese dovrebbe essere richiesto d’imparare l’inglese in cinque anni o di lasciare il paese

Teddy Roosvelt

Da Advisor, sono pienamente convito che la questione legata alla migrazione clandestina sia un grosso problema. Tuttavia, come Advisor, debbo registrare il fatto che questa spinosa questione sia, nella maggioranza dei casi, esclusivamente a carico dell’Italia.

La drammaticità e, nel contempo, il contro senso, è che la migrazione clandestina degli africani è percepita in Europa a parole, come una necessità vitale, una scelta tra la vita e la morte e, quindi, una più che naturale via di fuga. Non a caso, costantemente sulle testate giornalistiche, radiotelevisive, rimbalzano titoli dai toni emblematici.

Un esempio di come la questione viene ad essere esposta al grande pubblico, è facilmente riscontrabile. Infatti, viene ad essere continuamente detto che molti migranti clandestini non arriva nelle destinazioni sognate sia perché muoiono lungo la strada che li conduce nei porti di imbarco e sia perché finiscono per annegare nel mar Mediterraneo.

Indiscutibilmente, le traversate in mare di questi soggetti presenta notevoli difficoltà ma, è anche doveroso ricordare che tutto ciò è divenuto un proficuo business per il crimine più o meno organizzato.

Ma nella realtà dei fatti, quanto l’Europa effettivamente, reagisce, organizza e agisce? In effetti, fino ad oggi, la questione dell’immigrazione illegale è interamente sulle spalle dell’Italia. In pratica, pur non smettendo di essere una preoccupazione per gli altri stati europei, anche per le forti connessioni con il terrorismo, l’Italia si trova a dover gestire interamente da sola questo preoccupante e spinoso problema. Quindi, se l’Unione europea è arrivata, nel corso degli anni, a risolvere più o meno il problema dell’immigrazione legale e ad organizzare meglio l’emissione di visti, vedi Schengen, la lotta contro l’ingresso clandestino, tuttavia, rimane inadeguato e inefficace.

Ogni anno, un gran numero di migranti preme contro le frontiere europee e, la maggior parte dei paesi dell’Unione non conosce il numero esatto, e neppure approssimativo. Alla fine, è l’Italia che si trova a dover gestire questa situazione direttamente sul proprio territorio. In generale, le stime sono molto vaghe e, inoltre, vengono ad essere strumentalizzate.

Personalmente, sono del parere che, di fronte al crescente afflusso di stranieri clandestini, i leader europei dovrebbero reagire e adottare misure per far fronte alla situazione e non pesare, invece, di lasciare da sola l’Italia in balia degli eventi.  Negli ultimi anni, e in particolare dal 1999, i leader europei, a vari livelli, hanno organizzato incontri sia tra loro e sia con i leader africani per studiare il fenomeno e cercare soluzioni che, però, stranamente non sembrano apportare alcuna modifica a questo stato di cose.

In pratica, qui, non è più solamente in ballo il problema di tollerare ulteriormente l’arrivo di nuovi immigrati illegali, ma di pensare alle implicazioni connesse, come la questione della sicurezza. A tal proposito, è da rammentare il problema del ricongiungimento familiare di questi clandestini, un mezzo sempre più utilizzato per potenziare questo flusso. In conclusione, non si può nascondere il fatto che il tema della migrazione clandestina rappresenti, a tutto tondo, un rischio per l’intera Europa, per la stabilità sociale e la coesione, dato che va a cambiare delicati equilibri e può radicalmente trasformare le identità collettive di una nazione.

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