Ma quando si va in pensione?

Un marito in pensione è spesso lavoro a tempo pieno per una moglie

Ella Harris

Advisor Abbate - pensionati 1

La pensione, oggi come oggi, sembra quasi una chimera per molte persone. Infatti, le difficoltà lavorative creano una differente visione della pensione tra le varie generazioni. Come Advisor reputo che osservare il quando si può andare in pensione nei vari paesi appartenenti all’Unione Europea possa permettere di poter fare vari tipi di ragionamenti.

Vediamo, pertanto, sinteticamente la situazione in alcuni dei principali paesi della UE.

Da Advisor, ricordo che in Austria gli uomini possono andare in pensione a 65 anni, mentre le donne a 60. In Belgio sia gli uomini e sia le donne possono andarci a 65 anni. La medesima età è prevista pure in Danimarca. A 67 anni si va in pensione in Germania, come pure in Grecia. In Lettonia si va in pensione a 62 anni e 3 mesi, a 65 nei Paesi Bassi, in Polonia gli uomini a 65 e le donne a 60. Invece tanto gli uomini quanto le donne in Portogallo possono andare in pensione a 66 anni.

Nel Regno Unito, anche se formalmente sarebbe fuori dalla Unione Europea, le donne ci possono andare a 60 anni, mentre gli uomini vedono la pensione compiuti i 65 anni. La Spagna vede la pensione per chi ha 65 anni, la Svezia, invece, propone un sistema flessibile che vede un età pensionabile che va dai 61 anni ai 67 anni.

Volutamente, ho lasciato fuori da questa breve esposizione sul quando è possibile andare in pensione nei paesi dell’Unione Europea, sia la Francia sia l’Italia.

Il sistema pensionistico francese, come esiste oggi, è stato introdotto gradualmente a partire dal 1945. In precedenza, con l’eccezione di funzionari e dipendenti di alcune grandi aziende pubbliche, la popolazione, in generale, non aveva una vera e propria copertura pensionistica.

Advisor Abbate - inpsNel 1945 venne creato uno schema generale per tutti i dipendenti del settore privato. Inizialmente era previsto che fossero integrati tutti i piani, ma, i regimi speciali, i regimi per i dipendenti pubblici e no mantennero la propria autonomia. In totale, la Francia ha ereditato dalla sua storia dei fondi pensione 35 regimi tra quelli base e quelli complementari. Quindi, il sistema francese è il risultato di una lunga e complessa evoluzione che unisce la logica contributiva, cioè ricevo in base a ciò che io do, con la logica di solidarietà.

Invece, in Italia la storia del sistema pensionistico di previdenza vede la sua nascita nel 1898, anno nel quale venne fondata una sorta di assicurazione volontaria che era integrata da un contributo statale di incoraggiamento e da un libero contributo da parte del mondo imprenditoriale.

Si deve, quindi, arrivare al 1919 per vedere la nascita di un vero e proprio sistema volto a tutelare il lavoratore da eventi che potrebbero intaccare sia il reddito individuale sia familiare. In pratica diventa obbligatoria l’assicurazione per la vecchiaia e per l’invalidità, un evento che, all’ora, interessò dodici milioni di lavoratori.

L’INPS, ovvero l’Istituto nazionale della previdenza sociale, venne, invece, creato dal governo Mussolini. Anche in Italia, quindi, vi furono riforme e contro riforme riguardanti il sistema pensionistico, fino ad arrivare ai nostri giorni, periodo nel quale è stato varato dal governo una riforma che non ha soddisfatto affatto i tanti dipendenti privati e pubblici.

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